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Premesse tecniche e
terminologiche
Il rotolo o Volumen dei
latini o meghillah
ebraico era una striscia in papiro (o pergamena per gli ebrei) di
lunghezza variabile (anche 7 - 10 metri) poteva essere scritto anche
sul retro (opistografia ). Il
testo era scritto in colonne allineata destra e a sinistra.
Il rotolo verrà
usato (sempre meno )sino a circa il V dc e sostituito dal codice.
Il codice (caudex in latino kodix in greco ) e' di fatto un libro a fogli fatto con pergamena. Il codice iniziò a diffondersi dal I dc parallelamente al cristianesimo. Alcuni reputano che siano proprio i “cristiani” ad aver inventato questa forma. Anche se la pergamena era da sempre preferita dagli ebrei al papiro. Il codice deriva dalle tavolette di legno incerate legate con cordicelle usate dai romani . Occorre anche distinguere tra i testi di origine “ebraica” e quelli “cristiani” che fanno riferimento all'antico testamento. I reperti “ebraici” piu' antichi sono quelli rinvenuti nel 1947 (in poi) a Qumran (Cisgiordania) i cosiddetti Rotoli del Mar Morto che non contengono testi del Nuovo Testamento cristiano. (anche se alcuni studiosi come Il gesuita José O’Callaghan vorrebbero trovarne tracce o riferimenti in quanto sono datati tra il III secolo a.C. e il I secolo d.C . Prima di questi ritrovamenti i testi piu' antichi erano
1) i frammenti 7Q4 (di meno 60 cm quadrati) manoscritti del Mar Morto, ritrovati nel 1955 nella grotta n 7 di i frammenti 7Q4 (ritrovamento piccoli pezzetti irregolari di papiro non consecutivi che accostati in tutto ricoprono una superficie di ca cm 8 x7. Contengono alcune lettere greche. Sono datati tra il 50 ac e 50 dc. IPOTESI INTERPRETATIVE: La maggior parte degli studiosi ritiene che il testo sia riconducibile al libro di Enoch. Come altri frammenti rinvenuti nella grotta n.4 appartenuti alla comunita' degli Esseni che mediavano tra l'antico testamento e il nascente pensiero cristiano
IPOTESI INTERPRETATIVE: a) Il gesuita José O’Callaghan sostiene trattarsi di un brano del vangelo di Marco. Quindi questo vangelo sarebbe databile intorno al 50 dc. b) Di particolare credito invece gode l'ipotesi che il testo pervenutoci sia un frammento del libro apocrifo di Enoch Il problema non è in ogni caso di facile soluzione, poiché il frammento è molto piccolo e contiene così poche lettere da potersi comunque prestare a molteplici interpretazioni. ------------------------------------------------------------------------------------------ In ambito cristiano e' interessante osservare come i reperti piu' antichi non sono i vangeli, ma le lettere di san Paolo (ca 50 dc) in particolare quella ai Tessalonicesi, scritta verso l'anno 51 mentre per quanto riguarda i vangeli si deve fare riferimento al Papiro Rylands P52 datato circa 125–150 d.C che Contiene poche righe del Vangelo di Giovanni. La più antica Bibbia cristiana quasi completae' il Codex Sinaiticus (IV secolo) e Il Codex Vaticanus risale circa al 325–350 d.C (contiene gran parte dell’Antico Testamento greco (la Settanta) e del Nuovo Testamento. A queste “versioni” si deve aggiungere quella che Girolamo tradusse (dai testi greci e aramaici) in latino tra il 382 e il 405 d.C. La cosiddetta VULGATA. Non eiste l'originale ma molte copia successive: il Codex Amiatinus (inizio VIII secolo), considerato il più antico manoscritto quasi completo della Vulgata;
Riassumendo: i reperti più antichi sono quelli scritti su papiri, oltre un centinaio (ma di cui molti lacunosi), scritti per lo più nel secolo terzo e quarto, ma con qualche prolungamento fino al secolo VII. A partire dal secolo quarto possediamo codici scritti su pergamena e in carattere cosiddetto maiuscolo, un carattere stampatello che dura fino verso il secolo X. A partire dal secolo X viene invece in uso una scrittura detta corsiva, che lega le parole, un po' come noi siamo soliti fare oggi nella scrittura manuale. I codici conservati dei Nuovo Testamento scritti tra il secolo II e il secolo XVII sono circa 3000, ai quali vanno aggiunti circa 2200 lezionari, cioè testi in cui i brani del N.T. sono riportati secondo l'ordine delle letture liturgiche. I codici che contengono i vangeli sono 2238, di cui 178 sono frammentari. 655 sono i manoscritti che contengono gli Atti degli Apostoli e le Lettere Cattoliche, 779 sono quelli che contengono san Paolo e 287 contengono l'Apocalisse. Questi manoscritti sono conservati in diverse biblioteche del mondo. La raccolta più ricca è quella del Monte Athos (dispersa però in diversi monasteri) che comprende più di 500 codici, ma di cui molti sono piuttosto recenti. Seguono poi le biblioteche di Atene, con 419 codici, Parigi con 373, Roma (specialmente la Biblioteca Vaticana) con 367 codici, Londra con 271, San Pietroburgo con 233 e il monastero dei Monte Sinai con 230. 158 sono conservati a Oxford e 146 a Gerusalemme. il Codice Vaticano greco 1209 Codice BDATAZIONE_ 325-350 dc Ed eccoci allora alla nostra domanda ultima: come
si colloca in questo contesto il Codice Vaticano greco 1209, detto
anche Codice B? Si tratta del codice completo più antico
che possediamo di tutta la Bibbia scritta in greco. II greco era
la lingua originaria dei testi del Nuovo Testamento, mentre l'Antico
Testamento, come sappiamo, fu scritto in ebraico e in piccola parte
in aramaico. |